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Lo scrittore e giornalista cav. Andrea Barretta alla presentazione del suo libro “Quo vadis?”. |

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Andrea Barretta Quo vadis? Una analisi della mobilità umana nell’esperienza del viaggiare
520 pagg. ed. Pro imprimatur, Brescia 2007
Presentato a cura della Fondazione Civiltà Bresciana il nuovo libro dello scrittore e giornalista Andrea Barretta dedicato ad una analisi della mobilità umana nell’esperienza del viaggiare. É un saggio che ha per titolo “Quo vadis?”, già finalista al Premio internazionale l’Autore di Firenze, che in 520 pagine racconta - e descrive con la puntigliosità di una ricerca durata alcuni anni - gli innumerevoli motivi per cui s’intraprende un viaggio ad iniziare dal pellegrinaggio fino ai diversi “turismi che interessano il nostro modo di vivere con riferimento alla propria cultura. Basta poco però - scrive Barretta nell’introduzione - per trasformarsi da pellegrini a turisti e a viaggiatori tout court, almeno quando non si è capaci di fermarsi a guardare e a vedere con il cuore e con l’anima (...)”. Alcuni capitoli del libro riguardano il turismo religioso e culturale, dal turismo d’elite al turismo di massa e tocca temi quali: la povertà, guerra e pace nel turismo e il turismo responsabile e sostenibile nella globalizzazione. Interessanti il capitolo sulla meraviglia e lo stupore che descrive la curiosità di fermarsi, il turista moderno tra Ulisse e Giasone, l’estetica e il religioso, e tocca il tema dell’arte e la comunicazione. |
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Andrea Barretta Silenzi
Edizioni Bresciane 1993, pagg. 125
Nell’introduzione a “Silenzi” (Edizioni Bresciane, Brescia, 1993) di Andrea Barretta, sua terza raccolta di poesie dopo “Riflessioni” del 1979 e “Si fa sera” del 1981, Italo Alighiero Chiusano sottolinea il felice ossimoro rappresentato dal silenzio proposto dall’autore come condizione per l’ascolto e per la percezione del mondo. I “silenzi” di Barretta sono in realtà la premessa della sua poesia, situazione indispensabile per la riflessione come per la scrittura, per l’affollarsi dei ricordi come per la preghiera. Dai silenzi gli provengono le voci sia del mondo esterno sia di quello interiore, perché solo nel silenzio gli si creano le opportunità per non disperdersi nei molti e fuorvianti frastuoni di una vita che ghermisce con le sue tentacolari seduzioni. Barretta può ascoltare il silenzio, perché lo sa anche vivere e ne fa un valore pluridirezionale: e lo pone come fondamento di molti altri, ma non secondari, valori, umani e religiosi, in un intreccio di stimoli e di fermenti, mentre se lo lascia “scorrere”, magari ad esaltare (e ciò è emblematico) la voce “prepotente” “di un campanile che segna l’ore”. Si direbbe che Barretta voglia così recuperare il meglio di sé: per sentirsi parte di un mondo che altrimenti, se egli si distraesse, potrebbe non spettargli, anzi, sfuggirgli. Il silenzio non è per lui solo assenza di suoni o di frastuoni, ma possibilità di cogliere (e allora usciamo dall’ossimoro) le voci consuete (e non) della natura: non potrebbe infatti esistere un silenzio senza il contrappunto di modulazioni offerte dalla natura, che entra in realtà a piene mani nella sua poesia e domina, quando non crea, un mondo fatto di sospensioni e di attese e, perché no, di attese e di illusioni. Ecco così i fiori, il sole, le stelle, la luna, ma anche la pioggia e le nuvole, i grilli e gli usignoli, lo stormire dei cipressi, il nitrire lontano di un cavallo, o i “sospiri dei fili d’erba” o, ancora, i richiami degli uccelli che ritornano al nido, il suono dell’onda ed un canto soffocato affidato al vento o la stessa parola, colta nei suoi “petali di velluto” e nel suo “profumo di saggezza”, ove alla natura in fiore (quasi una metafora) i petali ed il profumo inequivocabilmente rimandano. I silenzi e la natura conducono al motivo religioso: che già si preannuncia con l’anelito all’infinito. Il “dolce incanto dell’universo”, le “vele bianche verso mari infiniti / e terre da scoprire”, la corsa improvvisa, come un’illuminazione, dopo la consapevolezza della propria quotidianità, nella direzione di “verdi distese”, sono la premessa della preghiera rivolta a Dio perché non lasci il poeta di fronte ad “una porta chiusa, / mentre la sera avanza”. Metafora della poesia per il Barretta è allora proprio questa: “Fiore che s’apre / al caldo bacio del sole” un miracoloso “brivido” di vita. |
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Umberto Chiusi Sussurri al cuore
Introduzione di Andrea Barretta
Edizione cigiesse, 2008 pagg. 40
Le riflessioni di Umberto Chiusi sono caratterizzate da ricordi, lacerazioni e tormenti, ma anche dalla gioia, attraverso temi cari a tutto l’universo poetico come la solitudine, la vita abituale, i sentimenti. E lo fa in un percorso lirico che si apre su orizzonti a illuminare la natura, dove l’essere e il divenire sono coprotagonisti di una contemporaneità in cui si aspetta l’ultimo tramonto prima del buio. E’ una sensazione lieve, perché prepara albe che assumono il ruolo di cornice ai sussurri al cuore, come successione di istanti vivi, pellegrino nel mondo degli affetti. (…) Si ritrova così con una vita appartata e itinerante davanti, in una inappartenenza costitutiva che passa di paese in città e all’estero, pregna di prospettive che intridono l’ordinario. (…)
Dall’introduzione di Andrea Barretta |
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“Noi siamo qui con i nostri quadri, le nostre musiche, le nostre poesie, i nostri libri alla ricerca di una parvenza di immortalità. Si scrive per non morire del tutto, per non morire subito, dal momento che tutto deperisce. E credo che fra tutte queste ragioni, le due ragioni più forti di scrivere siano proprio queste: far condividere agli altri lo stupore di esistere, il miracolo del mondo, far sapere che noi siamo esistiti. Tutto il resto è secondario”. E. Ionesco |
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Venerdì 8 febbraio 2013 alla Galleria ab/arte di Brescia Andrea Barretta firma la monografia d’arte di Luigi Corsini Alla vigilia del finissage della mostra “Geometrie e tagli di luce nelle incisioni di Luigi Corsini” sarà presentata la monografia scritta e curata da Andrea Barretta sull’arte di questo maestro dell'incisione. Il volume segue i momenti più significativi della vita artistica di Corsini tra Urbino, sua città natale, Roma e Brescia, e consente di conoscere una delle personalità dell’arte italiana. racconta le diverse fasi espressive dell’artista tra Urbino, sua città natale, Roma e Brescia: una ricerca dedicata alla luce, al paesaggio, al superamento dei limiti spaziali; un’eredità preziosa per la storia dell’incisione italiana del XX secolo. (Edizioni ab/arte) Leggi tutto |
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Incontro con l’autore nell’ambito della mostra d’arte e presentazione in catalogo di Renzo Margonari Vladimiro Elvieri / Maria Chiara Toni Ai confini del segno Mercoledì 4 aprile 2012 alle ore 18 Incontro con gli artisti per la presentazione del catalogo e per illustrare il loro lavoro sperimentale nel campo della calcografia con l’utilizzo di metodi a volte inusuali, sempre però riconducibili all’incisione originale, e toccheranno anche i temi relativi alle tecniche di Goetz e di Hayter, fondamentali per comprendere l’incisione contemporanea. |




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Alessandra Ghidinelli / Il sonno dell’ultimo “tochèl” di notte Poesie, filastrocche e racconti Ed. ab/arte Presentazione presso la Biblioteca di Concesio, lunedì 22 ottobre 2012
All’evento saranno presenti il sindaco, Stefano Retali, l’assessore alla cultura Enrico Rizzini e il vicesindaco Domenica Troncatti. L’attore Sergio Isonni leggerà alcune poesie. Una sorta di antologia che presenta poesie inedite in lingua e in dialetto, e racconti che aveva lasciato nel cassetto della memoria e che ci presentano un aspetto rinnovato della sua ricerca letteraria tesa a un’esaltante seppur fragile eternità, romantica se vogliamo, come per Ungaretti, nel mirare a sconfiggere la morte con le sue opere. Entriamo, quindi, nell’assoluto di una poetica segnata dalla vitalità di un compimento sciolto in una lingua propria, in alchimie della mente e della fantasia, ... di cui Alessandra Ghidinelli si nutriva. (…) Dalla presentazione di Andrea Barretta |



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Venerdì 5 febbraio 2010 > Brescia, Piazza Loggia, Palazzo ex Monte di Pietà Pellegrini anno Mille di Andrea Barretta Scene di Medioevo in un itinerario esistenziale
Presentazione del libro “pellegrini anno Mille” del giornalista e scrittore Andrea Barretta a cura di mons. Gabriele Filippini, vicedirettore di Madre, e di Paolo Venturini, redattore Giornale di Brescia. Saluto di Flavio Bonardi, Presidente della Circoscrizione Centro.
2009, pagg. 264 V. Recensione sul Giornale di Brescia Introduzioni
Un cammino ideale sulle antiche grandi vie di pellegrinaggio, quali la Francigena e la Romea, raccontando usi e costumi del pellegrinare e del viaggiare nel Medioevo, in una sintesi della storia e della società nel periodo che va dalla fine dell’Impero romano agli albori del Rinascimento. |
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IL VIDEO / Intervista allo scrittore Andrea Barretta |

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