La copertina della monografia d’arte: “Ezio Zingarelli e la necessità del reale”, a cura e di Andrea Barretta, ed. ab/arte, pp. 84, Brescia 2016.
"Ezio Zingarelli e la necessità del reale", Galleria ab/arte di Brescia, a cura di Andrea Barretta. 17 settembre > 17 ottobre 2016. La mostra partecipa alla Giornata del Contemporaneo

Ezio Zingarelli (Brescia, 17 ottobre 1946) ha frequentato corsi di grafica nel 1971 e di design nel 1974. Nel 2011 è al Centro Culturale San Clemente di Brescia per frequentare con successo il corso di “Storia dell’arte, avanguardie e contemporanea”. Un iter istruttivo che pratica già nella prima personale del 2008 alla Galleria La Parada di Brescia, dove propone il suo stile chiaro fin dal titolo: “L’inizio, le influenze, il percorso … e ora gioco le mie carte”. E le ha ben giocate se nello stesso anno riceve l’invito per una collettiva alla Galleria Jelmoni Studio di Londra, e già l’anno dopo espone ancora  nella sua città presso Etico Atelier.

Negli anni Novanta conosce Antonio Stagnoli e ne apprezza la rappresentazione rurale, poi nel 2004 incontra Cesare Cazzoletti e ne frequenta lo studio affinando la tecnica pittorica, ma sarà la capacità di rapportarsi con le avanguardie a determinare una sorta di usus scribendi artistico nel comprendere autori quale Burri, poi la Pop art, Klee e Basquiat, e i combine painting di Rauschenberg portati nella libertà d’invenzione di Jacques Villeglé, fino all’istante in cui metabolizza particolari esperienze personali come per Antoni Tàpies.

Ezio Zingarelli codifica e assimila i movimenti artistici del XX secolo nei vari approcci di visite a Milano e a Roma, ma senza adattarsi a nessuno di essi se non per l’informale, al fine di esplorare nuovi territori, ovverosia ne assume le linee fondanti, le motivazioni, le esperienze, per un bagaglio di nozioni cui attingere per intraprendere il viaggio in significati plurali.

Qui approda la narrazione di cui è capace Zingarelli, nel posticipare quella nuova stagione artistica degli anni Sessanta del Novecento basata su elementi derivati dalla comunicazione di massa rielaborati in un diverso contesto e tra esiti positivi che raggiunge nelle sue tante collettive e nelle personali al Borgo Antico di Bedizzole, alla Peschiera di Pompiano, a Palazzo la Fontana di Brescia, a Villa Calini Morando di Lograto e alla “Galleria ab/arte” di Brescia. Così come nei premi da cui ha ricevuto attenzione, tra cui: Concorso Kiwanis Città di Brescia, Arte nel territorio bresciano al Museo Piccolo Miglio di Brescia, Premio Borgo a cura di Eidos e del Circolo Picasso a Roma, o per la sua partecipazione nel 2013 a “Nel segno della croce nell’antica chiesa di San Barnaba”, a Bondo (Trento), collaterale a una mostra di Mimmo Paladino.

Resta l’intervento di materiali di scarto senza variarne la percezione prestabilita in un modus operandi funzionale all’oggetto, affinché la sperimentazione non sia un alibi, tant’è che lo afferma nel non cercare camuffamenti ma la diversificazione. E sarà questa autenticità del trasformare oggetti rozzi e miseri in valenze artistiche che raggiungono la legittimità della concretezza nel realismo oggettuale che risiede in una sorta di inconscio arcaico legato a esperienze giovanili nella lettura dell’arte, oppure per la frequentazione universitaria della facoltà di architettura dopo il diploma di geometra, e poi nel cammino lavorativo come disegnatore tecnico.

Insomma, un bozzetto immaginativo coltivato per anni e in costante evoluzione che s’identifica nella creazione dell’artista Zingarelli, che nel 2006 entra a far parte del Gruppo Liberars di Bagolino, nel 2007 del Nuovo Dizionario degli Artisti Bresciani e nel 2013 dell’Associazione Artisti Bresciani (AAB), mentre sue opere accedono in musei e collezioni: “Fabrika”, museo dell’arte su vinile, Padova; Fondazione Angelo Passerini di Vestone; Museo Sartori del piccolo quadro, Mantova. E trova una sua residenza artistica nella “Galleria Novecento” di Brescia diretta da Mario Conti, dove mantiene il riferimento, e per l’incontro con il giornalista e scrittore Andrea Barretta, che ne comporrà la vicenda artistica in un saggio monografico dal titolo: “Ezio Zingarelli e la necessità del reale”, pubblicato nel 2016.

Ora, piuttosto potrebbe sembrare astruso da semplificare il relativamente breve tempo di consacrazione all’arte, dal 2005 ai giorni nostri, ma tale è così pieno di verifiche che si potrebbe dire quarantennale, e ne saremmo avallati per quel “laboratorio” sotto casa per tagli e ritagli e preparazione di fondi, e per lo studio definito in una stanza dove poter circoscrivere ritmi compositivi e già viverne i turbamenti mentre la musica dei Queen e dei Pink Floyd fa compagnia, insieme alla moglie Piera che con una laurea in matematica applicata provvede a far quadrare la fantasia.                                                         (a. b.)

contemporanea

17 settembre > 17 ottobre 2016

Ezio Zingarelli e la necessità del reale

 

A cura di Andrea Barretta     La mostra partecipa alla Giornata del Contemporaneo

 

“Ezio Zingarelli procede in un percorso individuale di grande interesse, dove trova nella tecnica mista il suo stile e la modalità d’espressione pur tenendo come base la pittura, ma lavora anche con oggetti diversi in composizioni dense di forza creativa. Non solo tele, poi, ma altri supporti e materiali come stoffe,

manifesti, giornali, juta, che combina e pennella in mescolanze autonome. In questo senso è chiaro il suo intento culturale, oltre che artistico, e ne sono palesi le ragioni al fine di proiettare condizioni che

prescindono da prospettive visive ma che nel vestire collage di colore cercano contrasti tra superfici

sfuggenti. Inizialmente vicino agli espressionisti-astratti di matrice americana, attiva la manipolazione del senso percepito nell’estensione dell’utopia sociale dei nouveaux realiste, che supera nel divenire

stesso dell’opera d’arte e nella distinzione tra artista e cut-up interpretativi, in una varietà letteraria

stilistica allorquando frammenta i giornali e li ricompone mischiati in un senso logico per la sua

rappresentazione. E continua la ricerca lontano dalle esperienze ludiche di certa arte contemporanea,

non foss’altro per la maturità dell’iniziarsi creativo a sessant’anni, e trovarsi oggi a settanta in un percorso in cui ha bruciato tappe intermedie di riflessioni e di evoluzioni stilistiche. (…)”.

Dal testo critico di Andrea Barretta

< La copertina della monografia d’arte:

“Ezio Zingarelli e la necessità del reale”,

a cura e di Andrea Barretta,

ed. ab/arte, pp. 84, Brescia 2016.

"Ezio Zingarelli e la necessità del reale", Galleria ab/arte di Brescia, a cura di Andrea Barretta.
"Ezio Zingarelli e la necessità del reale", Galleria ab/arte di Brescia, a cura di Andrea Barretta."Ezio Zingarelli e la necessità del reale", Galleria ab/arte di Brescia, a cura di Andrea Barretta."Ezio Zingarelli e la necessità del reale", Galleria ab/arte di Brescia, a cura di Andrea Barretta.